Francia, proposta valutazione ambientale per i brand textile

Francia, proposta valutazione ambientale per i brand textile
28 February 2020

Lo scorso 11 febbraio 2020 il ministero francese dell'Ambiente ha aperto i colloqui con l'Agenzia per la gestione dell'ambiente e dell'energia (ADEME) e circa 70 importanti player mondiali del fashion (settore textiles) al fine di rendere obbligatorio, entro due anni, un sistema di punteggio in base al quale l'abbigliamento e i prodotti tessili dovranno essere classificati dalla A alla E per dimostrare quanto siano ecologici. Una vera e propria svolta concreta in nome della sostenibilità, dunque: in conformità alla legge sui rifiuti e sull'economia circolare recentemente adottata, la nr. 2020-105, questa gratuadoria green-oriented aiuterà l'industria della moda a ridurre il suo impatto negativo sull'ambiente, a informare meglio i consumatori sulla provenienza delle materie e su ogni singolo processo nella supply-chan che determina il prodotto finito e, quindi, la sua destinazione al retail.

 

Ma quali saranno dunque i criteri ambientali che verranno valutati dal sistema di attribuzione del punteggio? Eccoli di seguito:

  1. l'impronta di carbonio della produzione e del trasporto dei capi
  2. la quantità di acqua impiegata per produrre il singolo capo
  3. il livello di tossicità nel tessuto e nella tintura
  4. la riciclabilità del prodotto

In uno scenario come quello del Fashion, in cui i cicli di vita dei prodotti sono sempre più brevi e al tempo stesso vi è l'esigenza di immettere sempre più nuovi capi nel mercato, è inevitabile, per i brand, comprendere come il consumatore stia acquisendo sempre maggiore consapevolezza su tematiche come quella della tracciabilità. Una maggiore attenzione ai vari step della catena di fornitura, quindi, per una sempre più forte brand value.

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